IL DUOMO DI MUGGIA
quel ricamo di pietra che sfida il tempo
Se c’è un’immagine che definisce Muggia nel mondo, è la facciata del suo Duomo. Bianca, elegante e slanciata, la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo non è solo un luogo di culto, ma il manifesto politico e artistico del legame indissolubile tra Muggia e la Serenissima Repubblica di Venezia.
Un’eleganza che viene dal mare
Osservando la parte superiore del Duomo, si nota subito la sua forma particolare: tre lobi arrotondati che sembrano quasi i petali di un fiore. Questo stile, definito gotico trilobato, è una firma architettonica che troviamo in poche altre città dell’Adriatico. Realizzata nel XV secolo utilizzando la candida pietra d’Istria delle cave locali, la facciata è un esempio di come Muggia volesse distinguersi dal resto del territorio interno.
Il mistero del Rosone
Il vero protagonista è il grande rosone centrale. Non è solo un’apertura per far luce all’interno; è una ruota di pietra finemente lavorata.
Diametro: Circa 5 metri
Simbologia: I 16 raggi rappresentano la luce eterna
Al centro: Un medaglione con la Vergine e il Bambino
Pochi sanno che, se si osserva con attenzione nelle ore di luce radente, i dettagli della pietra rivelano ancora i segni degli scalpelli dei maestri lapicidi dell’epoca, che lavoravano la pietra quando era ancora “tenera” appena estratta.
Gli stemmi: la “carta d’identità” del potere
Sulla facciata sono incastonati diversi stemmi. Rappresentano i podestà veneziani che governarono Muggia. È come una bacheca storica, chiunque entrasse in chiesa doveva sapere chi, per conto di Venezia, stava garantendo la protezione e la prosperità del borgo.
Consiglio per la visita
Non limitatevi a guardare la facciata da lontano. Avvicinatevi al portale principale e osservate la lunetta: il bassorilievo dei Santi Patroni Giovanni e Paolo è un piccolo capolavoro di scultura tardo-medievale che sembra quasi voler dialogare con i fedeli.